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Figlia di un sindacalista,
nipote di un Mufti (religioso musulmano) Akila è stata una
militante del Fronte di liberazione nazionale e ha partecipato
attivamente alla resistenza dal 1957 fino alla indipendenza
dell'Algeria, raggiunta nel 1962. Ha preso parte sia alla
liberazione che alla costruzione del suo paese. Negli anni bui
delle stragi di civili ad opera dei gruppi fondamentalisti Akila
ha aderito all'Associazione Diritti e promozione dei diritti delle
donne algerine di cui è diventata presidente in poco tempo.
L'Associazione si occupa soprattutto della riabilitazione psichica
e fisica delle donne vittime degli islamisti. Minacciata dai
fondamentalisti ha dovuto cambiare casa ben quattro volte in
pochissimi anni, soprattutto per difendere i suoi 5 figli, uno dei
quali è rimasto traumatizzato dopo l'esplosione di una bomba in
un autobus cittadino. E' stata eletta membro delll'Osservatorio
Nazionale per i diritti dell'Uomo in quanto presidente della
commissione dell'Informazione-Comunicazione, Documentazione e
Formazione istituito dalle Nazioni Unite.
Antonio Denanni
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