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Il gioco
  Antonio Denanni
Anno I - N.6 - Novembre 2005
 

Il gioco è una delle esperienze che più accomunano le persone di ogni età, tempo e latitudine.

Alla domanda «Perché gli uomini giocano» la risposta più ovvia è «Perché si divertono». A voler sottilizzare, però, non sappiamo perché esattamente gli esseri viventi investano tante energie nel gioco.

Nel definirlo c'è qualcosa che ci sfugge. È un’esperienza comunque piacevole, divertente di manipolazione della realtà, che coinvolge la persona nella sua globalità. Qualcuno afferma che nel “gioco”, quando si è veramente coinvolti, si è “giocati”.

«Il gioco nell’intima radice e nei fiori, è un mistero sacrale; la speranza in un'altra vita che si fa gesto, atteggiamento. Gioco è incantesimo, rappresentazione del totalmente altro, anticipazione del futuro, rifiuto dell’oggettività opprimente. Quanto è terreno diventa improvvisamente provvisorio nel gioco, presto superato e del tutto eleminato: e lo spirito è cosi pronto ad accettare l'inaudito, ad addentrarsi in un mondo di leggi del tutto diverse, pronto ad essere senza peso e libero, regalmente indipendente, divino. L'homo ludens attende... quella miracolosa levità che spingeva a danza celeste il corpo liberato dal peso terreno» (H. Rahner, L'homo ludens, Paideia, Brescia)

 
                                                                                                      Antonio Denanni