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Il clown |
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Antonio Denanni |
| Anno I - N.5 - settembre 2005 |
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A volte il credente si trova
nelle più assurde situazioni come quella del clown
descritta da Kierkegaard nel suo apologo, ripreso da
J. Ratzinger nel suo libro Introduzione
al cristianesimo.
«Capitò, tanto tempo fa, che in un circo
viaggiante in Danimarca si sviluppasse un incendio. Il direttore
mandò al vicino paese il clown già abbigliato per lo spettacolo.
Il clown arrivò affannato al villaggio, e supplicò i paesani di
accorrere per dare una mano a spegnere l’incendio, che rischiava
di propagarsi alle stesse case del paese. Ma le grida del clown
furono interpretate come un astuto trucco del mestiere: lo
applaudivano e ridevano fino alle lacrime. Il povero clown tentava
inutilmente di spiegare che non si trattava affatto di una
finzione, di un trucco, bensì di un’a-mara realtà, e li
scongiurava ad andare. Il suo pianto non faceva altro che
intensificare le risate. La commedia continuò così finché il
fuoco s’appiccò realmente al villaggio e ogni aiuto giunse
troppo tardi: sicché circo e villaggio andarono entrambi
distrutti dalle fiamme».
Testimoniare la fede a volte può ingenerare
equivoci, ma fa anche superare gli ostacoli ed apre alla speranza.
Antonio Denanni
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