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L'identità
  Antonio Denanni
Anno I - N.4 - luglio 2005
  L’identità si riferisce in genere a qualcosa di positivo, che può costituire motivo di orgoglio, di forza e di gioia. Il riferimento a persone dalla forte identità ha fatto molto per promuovere e sostenere la giustizia nel mondo intero. I movimenti per i diritti civili, per fare un esempio, hanno attinto molto dall’identità di leader come Gandhi e M. Luther King.

Nessun dubbio quindi sugli aspetti positivi dell’identità. Va però anche rilevato che il senso di identità può essere motivo di ostilità e di irritazione, che può condurre al conflitto e alla violenza. Gli Hutu che si sono lasciati istigare a uccidere i Tutsi del Ruanda nel 1994 erano spinti da una combinazione di influssi, di cui uno era certamente quello di essere Hutu. Le stragi furono quindi frutto di un’identità Hutu sfruttata per l’assassinio. L’uso cruento della forte identità serba è costato la vita di molti musulmani nell’ex-Jugoslavia e nel Sudan la proclamazione di una certa identità islamica sembra sia all’origine delle morti dei cristiani.

Un elemento forte che marca la propria identità è dato dalla religione, che sovente nel passato e ancor oggi è stata motivo di divisione e di conflitto. Indù, musulmani, cristiani, buddisti... devono coltivare la propria identità, ma nello stesso tempo, devono rispettare le altre, con la stessa intensità con la quale seguono la propria.

Antonio Denanni