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Il fanatismo religioso |
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Antonio Denanni |
| Anno I - N.3 - maggio 2005 |
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Gli episodi di fanatismo, riportati dai giornali e
dalla televisione, sono sotto gli occhi di tutti. Sono
individuabili in tanti aspetti della vita sociale: in politica,
nel sostenere un’idea, in uno schieramento di campo, nello
sport… Ma il loro terreno privilegiato è la religione, con gli episodi
estremi di strage di bambini, di attentati terroristici tra la
folla, sulla metropolitana nell’ora di punta, compiuti in nome
di Dio per la “guerra santa”.
Fanatico, che letteralmente significa “portato da una divinità
nello stato di furore”, secondo la definizione del vocabolario,
è “chi, mosso da esagerato entusiasmo per un’idea, una fede,
una teoria, si mostra intollerante nei confronti di ogni posizione
che non sia la sua”.
Bisogna dire con chiarezza che il fanatismo sta alla religione
come la polmonite ai polmoni: è infiammazione! Intolleranza e
settarismo ne sono i segni. Il fanatico non cerca di capire Dio,
ma di averlo dalla sua parte, di piegarlo alle sue convenienze.
La terapia è il dialogo.
Antonio Denanni
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