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Coi referendum che si andranno a
votare nella tarda primavera i cittadini dovranno dire sì o no 1)
alla libertà di ricerca sugli embrioni; 2) al limite di tre
embrioni creati in vitro per ogni coppia che chiede la
fecondazione assistita; 3) all’uso di ovuli e spermatozoi
donati; 4) all’abrogazione dell’art.1 della legge, che
equipara i diritti dell’embrione a quelli delle persone già
nate.
Sono temi nei quali i valori,
laici e religiosi, hanno un peso importante. Ma sono anche temi
con implicazioni scientifiche e tecniche che al momento non sono
patrimonio di tutti i cittadini. Per questo il dovere d’informare
e d’informarsi è un’esigenza primaria.
Il laico credente oltre ad
ascoltare il punto di vista della scienza e i motivi di ragione,
ha anche il dovere di ascoltare quanto gli propone il magistero
della sua chiesa, alla quale liberamente aderisce, che in modo
legittimo gli propone l’interpretazione del pensiero di Gesù di
Nazaret. Non si tratta di ascoltare per poi “votare come ha
detto il prete”, quasi a seguito di un ordine che sottintenda
per l’elettore cattolico “non capisco, ma mi adeguo”. Si
tratta invece del dovere di ascoltare per ricercare la verità su
un tema cruciale come quello della vita. La scelta di voto avviene
poi nella solitudine della propria coscienza.
Antonio Denanni
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